Pensiamo
sempre e solo alla favola di Cappuccetto Rosso come a una storia a lieto fine,
ma alla fine della favola ricordiamoci che su tutto e tutti domina la sua
figura: quella del Lupo! Lupus in fabula! E' lui il vero protagonista, quello
che ci fa la morale vera della storia. La triplice azione della favola ci porta
all'affermazione sottintesa ma reale: io sono il lupo!
1)
Cappuccetto indica al lupo la strada, si fa indirettamente suo complice, non
sospetta nemmeno di lui, non ha paura e non ha un briciolo di prudenza in un
bosco, da sola.
2)
La nonna assume lo stile di Cappuccetto: ingenuità, niente prudenza, indica
l'entrata, non si accerta, sola, chi ci sia alla porta.
3)
Il lupo assume in sé la realtà della nonna, mangiandola - richiamando la
credenza dell'uomo primitivo - e si ingoia anche la realtà di Cappuccetto.
Cappuccetto
- Nonna - Lupo sono le tre fasi psicologiche che spesso viviamo anche noi nei
nostri rapporti con l'altro; alla fin fine, pur Cappuccetti o nonne, siamo
destinati ad assumere le sembianze del lupo.
Ma
la favola, proprio perché tale, dà la svolta positiva: ecco il Cacciatore, il
liberatore, il salvatore, l'atteso per la salvezza. Squarciare il lupo in cui
giacciamo in morte e farci uscire alla vita è la sua missione e la nostra
grazia ricevuta.