Un
giorno gli animali del circo presero una grande decisione: fare una
rivoluzione. Non si trattava di andare contro qualcuno o sfasciar qualcosa, ma
mettere al contrario ciò che finora era stato al contrario: avrebbero messo gli
uomini al posto loro. Sì, proprio i loro addomesticatori, sarebbero stati
addomesticati. Così, iniziò il leone: fece imparare al suo domatore ad
accumular la forza, a calcolar il balzo, a muoversi a comando, a superare il
fuoco attraverso il cerchio, a superare l'esitazione e la paura, a non temer
l'incitazione, ma a favorirla per migliorare. Poi, l'elefante: insegnò al suo
domatore a equilibrarsi col peso su uno spazio limitato, a muovere a danza
leggera ciò che sembrava essere pesante, a esibir la grazia invece della
disgrazia, a non aver fretta nel muoversi, a controllar le mosse con più
effetto d'arte che di abitudine. Poi, fu la volta dei serpenti: insegnarono al
loro incantatore a non incantarsi invano, a contemplare meglio la scena, a non
metter veleno, ma solo portar timore in sé per aver rispetto altrui, a saper
svincolare nelle giuste occasioni, a seguir meglio la sinfonia con la quale
muoversi in sintonia, a star nascosti fin quando non si è chiamati, a non
uscire allo scoperto se non con prudenza. Le scimmie addomesticarono insegnando
a non scimmiottare, a non muoversi a ufo e senza meta, a non agitarsi e non
farsi dispetti inutili, a saper condividere, a muoversi meno per sé e più in
squadra, in tattica d'insieme. E così via, tutti quanti gli animali del circo,
insegnarono all'animale uomo, addomesticandolo, ad essere un po' più capace di
vivere nel circo della vita.